Sguaiati pettegolezzi e sgrammaticate contumelie

Zia Concetta

Utente: ziaconcetta
Nome: Concettina Strapi
Una zia qualunque

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sabato, 12 maggio 2007
Rignano

Gennà, sai che penso sul fatto di Rignano? Che non ci sta niente. Niente di quello di cui hanno scritto i pm e puntualemnte riportato dai mezzi d'informazione. (Gennà, se non ci credi, prona un po' a pensare che le arrestate sono state tenute insieme in cella; e prova anche a pensare che, quasi sicuramente, sono state intercettate, sempre  in cella; e che certamente, da queste intercettazioni, non sarà risultata alcuna conferma  alle accuse; e che, diversamente, i pm ne avrebbero parlato al gip e alla stampa).


Ancora una volta, la fretta di sbattere la gente in galera (non in carcere, Gennà, ma nella galera delle prime pagine), ha prevalso sul buon senso. Su quel buon senso che, se usato correttamente, avrebbe potuto portare a risultati diversi. Perché, Gennà, magari non c'è, al momento, la prova degli abusi, ma Zia è convinta che, in quella scuola, qualcosa di strano è accaduto.


Ancora una volta, la mediatica amplificazione, e la conseguente suddivisione dellì'opinone pubblica tra colpevolisti e innocentisti,  ha creato le condizioni dell'incertezza: se quelle signore verranno scagionate, molte persone non finiranno mai di conservare un minimo di sospetto. Se verranno condannate, molti altri continueranno a contestare a voce alta la sentenza. E il dubbio permarrà.


Gennà, in Italia non si è ancora capito che il momento più alto dell'affermazione della giustizia non è quello dell'arresto, ma quello della sentenza dei giudici. Come del resto accade in quei paesi dove la giustizia è una cosa seria. 

Postato da: ziaconcetta a 11:12 | link | commenti (5)
giustizia, giornalismo, giornalisti, rignano

mercoledì, 06 dicembre 2006
Confronti


Paisà, io non so se è vero quanto mi riferisce la mia fonte salernitana su questa signora (se non ricordi, vai qui): e cioé che, dovendo ella presenziare all'udienza del GIP, le guardie ve l'avrebbero condotta in manette, facendole attraversare i lunghi corridoi (pare, affollati) del palazzo di giustizia. Non lo so.

Ma se la notizia rispondesse al vero, la cosa mi farebbe alquanto ribrezzo. Anzi, bando agli eufemismi: mi farebbe decisamente schifo. Non tanto perché si tratta pur sempre di un magistrato di cassazione e presidente di tribunale (al quale, sono pronta a scommettere, chissà quanta gente, fino al giorno prima dell'arresto, sicuramente avrà offerto i consueti salamelecchi con cui gli italiani adulano il potente di turno); non tanto perché è pur sempre una donna e una signora; non tanto perché i reati per  cui è indagata sono l'abuso d'ufficio e il falso (e non, chessò, lo spaccio, la violenza, l'omicidio, la lesione, lo stupro, eccetera); non tanto per tutto questo, quanto  perché la mente e la sensibilità di ogni italiano di media intelligenza e cultura non può non andare a tutti quegli assassini, spacciatori, stupratori, pedofili, rapinatori, insomma a tutti quegli indultati che si aggirano liberi come l'aria per le strade d'Italia.

Postato da: ziaconcetta a 20:26 | link | commenti (8)
giustizia, pasquin

lunedì, 13 novembre 2006
Manette eccellenti

Sui fatti calabresi, ancora è presto per capire se è la giustizia al servizio della mafia o se è la mafia al servizio della giustizia. Quel che si capisce - ancora una volta - è che la giustizia è al servizio della stampa (la quale le ricambia il favore); che la stampa è al servizio del pettegolezzo e del gossip.

Del resto, stavolta il boccone era di quelli gustosi assai: non la solita retata, che ormai non fa più notizia, non la solita maxi-operazione; ma il tintinnìo dei ferri ai polsi di un magistrato di cassazione, presidente di sezione di un tribunale importante; per di più donna; per di più settentrionale (trapiantata); per di più in odore di comparaggio (o comaraggio) con una delle cosche più potenti nel traffico internazionale di droga.

Urca, ragazzi, che boccone!

E ancora le intercettazioni, date a piene mani in pasto ai cronisti. E di nuovo la custodia cautelare, che ormai, nella percezione della gente, rappresenta il punto d'arrivo della mano della giustizia, piuttosto che, invece, come vuole la legge, il punto di partenza verso l'accertamento della verità.

E se domani la tizia dovesse risultare innocente?

AGGIORNAMENTO OT: Paisà, certo che a leggere questo articolo, su come funziona la giustizia in Calabria, vengono i brividi.

Postato da: ziaconcetta a 17:13 | link | commenti (1)
mafia, giustizia, giornalismo, intercettazioni, pasquin

mercoledì, 27 settembre 2006
Ritorno di fiamma

Uè uè. Guardate un po' chi è ricomparso ieri sera in televisione a sostenere velatamente che le intercettazioni illegali vanno conservate. Chi è chesto bravo guaglione? E' Piercamillo Davigo, quello che voleva rivoltare l'Italia come un calzino. 



Che gli sia ripreso il prurito?

Postato da: ziaconcetta a 17:17 | link | commenti (1)
giustizia, intercettazioni, pilloline

giovedì, 21 settembre 2006
Beati monoculi?

Travaglio non è un giornalista, è una persona informatasuifattiatempopieno. Un testimone multioculare. Un fenomeno vivente. Uno da fare ministro della Giustizia.




(Beppe Grillo)

Postato da: ziaconcetta a 19:34 | link | commenti (3)
politica, giustizia, giornalismo, frasi celebri, giornalisti

domenica, 17 settembre 2006
Maria

Paisà, Maria gliela dovete restituire (purtroppo).  Lo so che vi dispiace, ma c'è una legge e un provvedimento del Tribunale. Si sì, d'accordo, vi dispiace che lei torni in quel ricettacolo di miseria, sporcizia, incuria e deparavazione chiamato "internate", ma Maria deve tornare lì.




Questo non vuol dire che voi dobbiate mollare la vostra battaglia. Anzi, questa battaglia, che riguarda il vostro particolare interesse affettivo, può trasformarsi in una occasione per fare una più grande e nobile guerra per l'affermazione in generale dei diritti del bambino che, in quei luoghi, vengono impunemente calpestati.




E, in questa guerra, non dovete farvi intimidire da chi vi dice che la legge è legge, sed lex; e che i tribunali hanno le mani legate; che comunque è sempre lo stato d’origine  che deve prestare il consenso, nell’interesse del minore, e via farneticando. Balle!




A costoro – e anche all’ambasciatore, che sicuramente incontrerete e che vi prometterà cos’e’pazze -  rispondete che la legge è una chiavica; che ormai lo sanno tutti che per avere un bambino è sufficiente andare lì e sborsare 20.000 euro di mazzette; che lo stato d’appartenenza non fa l’interesse dei bambini, ma fa soltanto bisinìsse; che altrimenti non si spiegherebbe, per esempio,  come quello stato abbia cominciato a elargire contributi alle famiglie (di la) affinché ospitino i bimbi degli istituti (le quali famiglie, in tal modo, ci guadagnano due volte: una col contributo e l’altra con la forza lavoro aggratisse); che in questo modo si finisce per aumentare la …forza contrattuale di qualcuno, con conseguente lievitazione del compenso-mazzetta. E se vi si dice che i (presunti) abusi sono fatti episodici, dite, invece,  che, al contrario, è una pratica diffusa e tollerata, sia a livello locale sia a livello centrale (‘nzomma, ‘o ssanno tutti, ma fanno finta ‘e niente); che gli abusi (per esempio dell’istitutore) vengono denunciati, ma vengono anche insabbiati (per esempio dal direttore); che gli scheletri nell’armadio generano un sodalizio per cui una mano lava l’altra e tutt’e due lavano la coscienza del denunciato e dell’insabbiatore.




Certo, non mancherà chi vi risponderà che ‘ste cose riguardano la sovranità di un altro stato (che, nel caso di Maria, neppure appartiene all’UE) e che quindi non so’ cazzi vostri. Ma almeno ditegli che voi non siete fessi. Ma se questo argomento vi dovesse essere sbattuto in faccia dalle istituzioni italiane, con la scusa che hanno le mani legate dalla dura legge e dalle convenzioni internazionali, ricordate loro che Prefetture e Tribunali hanno largheggiato e largheggiano a discrezione quando si tratta di asilo politico, di diritti umani, di  espulsione dell’immigrato clandestino eccetera eccetera. E che la vostra incazzatura, sebbene riguardi un vostro interesse particolare, non è poi tanto dissimile da quella di chi, come essere umano, si sente offeso dalla mortificazione dei diritti umani che avviene in certi stati sovrani e indipendenti. Se non potete cambiare la legge e le convenzioni, quanto meno evidenziate il disvalore di certi comportamenti (‘nzomma, sputtanateli).




Ah, all’ambasciatore fate presente che il ricatto (bloccare gli affidi) è di per sé ignobile, ma lo è ancor più quando va a scapito d’e ccriature sventurate.

Postato da: ziaconcetta a 17:12 | link | commenti (3)
politica, giustizia, lettere aperte

sabato, 09 settembre 2006
La cimice

Uagliò, tutto si può dire tranne che la GGGiustizia italiana non lavori indefessa per assicurare ai cittadini una vita tranquilla e sicura (vedi Napoli negli ultimi giorni).

Per chi non ci crede, qui può rendersi conto di quanto lo Stato italiano spenda per intercettare i sospetti cattivi e assicurarli alla GGGiustizia.

Per chi invece avesse del tempo da perdere, Zia Concetta sergnala la storiella di un  sostituto procuratore mooolto generoso con i soldi dello stato.

Postato da: ziaconcetta a 17:40 | link | commenti (4)
economia, giustizia, intercettazioni, pilloline

mercoledì, 06 settembre 2006
Privacy

 Qualcuno pensa che  la presenza di questo oggetto in determinati luoghi (tribunali, scuole, seggi elettorali) rappresenti:

una minaccia per la costituzione,




un pericolo per la imparzialità e la neutralità della giustizia;




un attentato alla libertà di voto;




una mortificazione del principio di uguaglianza e della libertà di culto;




una violazione del valore della laicità;




un sacco di altre cose che ora non ricordo (ma la più simpatica, che è poi quella che dà l’idea della reale portata della “questione”,  è il paventato pericolo di minaccia alla riservatezza dell’elettore; Marò, questa è da oscar!!) 

Postato da: ziaconcetta a 13:50 | link | commenti (2)
politica, giustizia, chiaviche

giovedì, 13 luglio 2006
Il parafango

 Ieri c'era un processo che mi riguardava (niente di grave, solo una banale questione di parafanghi).




 Il mio legale ha partecipato allo sciopero degli avvocati e la causa é stata rimandata al febbraio del 2007. Il ...principe mi dice anche che, siccome la causa dovrà ancora essere "istruita", prevede che la sentenza arriverà non prima del 2008, sempre che non si verifichino altri scioperi, trasferimenti di giudici, gravidanze, elezioni, referendum,  eccetera.




Vabbuò. La causa iniziò nel 2003. Quindi, la giustizia italiana impiega 5 anni per decidere se Zia Concetta ha diritto o meno a 1000 euro per il parafango danneggiato.




 Mah!

Postato da: ziaconcetta a 08:28 | link | commenti (7)
giustizia, chiaviche

lunedì, 19 giugno 2006
Chiacchiere

Leggendo i giornali di ieri e di oggi, traggo la conclusione che, d'ora in avanti, dovrò stare attenta a quello che dico per telefono alla mia cara amica Titina. Per esempio, non le dirò mai più che - a proposito di Michael Douglas - é un "bimbo" che mi piace; che alcuni quotidiani sono, secondo me, surrogati della carta igienica;  che disapprovo i no-global; che bisogna andare a votare, piuttosto che disertare le urne; eccetera.


 Con tutto che io sono una qualunque Zia Concetta - un po' meno famosa di un Savoiardo - correrei ugualmente il rischio di essere intercettata da un paladino della giustizia il quale, sulla base delle mie gravissime frasi di cui sopra, mi additerebbe come un devastante pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica, relegandomi a Poggio Reale. 


Non solo.


 In nome del diritto all'informazione e alla libertà di stampa, il Bianconi di turno non esiterebbe a sottoporre alla propria redazione il ghiotto boccone delle intercettazioni delle mie telefonate.

Postato da: ziaconcetta a 11:15 | link | commenti (5)
giustizia, giornalismo, intercettazioni, giornalisti, pilloline