Sguaiati pettegolezzi e sgrammaticate contumelie

Zia Concetta

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sabato, 12 maggio 2007
Rignano

Gennà, sai che penso sul fatto di Rignano? Che non ci sta niente. Niente di quello di cui hanno scritto i pm e puntualemnte riportato dai mezzi d'informazione. (Gennà, se non ci credi, prona un po' a pensare che le arrestate sono state tenute insieme in cella; e prova anche a pensare che, quasi sicuramente, sono state intercettate, sempre  in cella; e che certamente, da queste intercettazioni, non sarà risultata alcuna conferma  alle accuse; e che, diversamente, i pm ne avrebbero parlato al gip e alla stampa).


Ancora una volta, la fretta di sbattere la gente in galera (non in carcere, Gennà, ma nella galera delle prime pagine), ha prevalso sul buon senso. Su quel buon senso che, se usato correttamente, avrebbe potuto portare a risultati diversi. Perché, Gennà, magari non c'è, al momento, la prova degli abusi, ma Zia è convinta che, in quella scuola, qualcosa di strano è accaduto.


Ancora una volta, la mediatica amplificazione, e la conseguente suddivisione dellì'opinone pubblica tra colpevolisti e innocentisti,  ha creato le condizioni dell'incertezza: se quelle signore verranno scagionate, molte persone non finiranno mai di conservare un minimo di sospetto. Se verranno condannate, molti altri continueranno a contestare a voce alta la sentenza. E il dubbio permarrà.


Gennà, in Italia non si è ancora capito che il momento più alto dell'affermazione della giustizia non è quello dell'arresto, ma quello della sentenza dei giudici. Come del resto accade in quei paesi dove la giustizia è una cosa seria. 

Postato da: ziaconcetta a 11:12 | link | commenti (5)
giustizia, giornalismo, giornalisti, rignano


Commenti
#1    13 Maggio 2007 - 10:42
 
me mi sa che in Italia il momento più alto della giustizia è la sera da Vespa, in Italia.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente VotoVacuo

#2    13 Maggio 2007 - 15:35
 
Perfettamente d'accordo..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente camelotdestraideale

#3    14 Maggio 2007 - 10:24
 
Se qualcuno entra nel mio profilo ne vengo incuriosita... eccomi qua a farti visita... tornerò a leggerti con calma...
Una buona giornata a te...
LeAAA
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Leaaa

#4    16 Maggio 2007 - 10:07
 
CARA ZIA CONCETTA, MI VEDO MOLTO D'ACCORDO CON TE.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente keade

#5    21 Maggio 2007 - 13:37
 
Non credo che il problema sia solo italiano. A leggere Focault, parrebbe che l'anticipazione del momento più importante del procedimento penale sia una fatto quasi irreversibile in occidente. Secondo F. nell'ancient regime, il momento clou era l'esecuzione della pena, pubblica, orribile, spettacolare. Nell'ottocento, la pena viene eseguita di nascosto, è l'attenzione siincentra sul processo; oggi, pian piano l'attenzione si incentra sull'accusa e sulla spettacolarità dell'accusa, restando il giudizio vero e proprio faccenda noiosa e curiale.
Il problema non credo sia la poca serietà dell'Italia, quanto la diffusa legittimazione alla superficialità del giudizio: a fronte di un PM che accusa qualcuno, ci piace -e cercano di insegnarci che sia giusto- aver subito la nostra opinione, senza far fatica e senza riflettere (altra faccenda faticosa) neanche un po'. Avere un'opinione gratifica e così, tanto prima ci arrivo tanto meglio sto. Ovviamente, volendo solo il risultato, non si è molto disposti a far fatica per raggiungere quel risultato.
E i PM, bramosi di gloria, assecondano questa tendenza dando massima spettacolarità all'atto di accusa, facendo suonare sirene, arrestando gente etc etc,

Quel che poi succede in Tribunale e, ancor di di più, eventualmente in carcere non frega più niente a nessuno.
utente anonimo

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