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Paisà, è divertente (o, se si vuole, patetico) constatare come una persona, a 60 anni, crede ancora all'asino che vola o alla cicogna che porta 'a criatura. Crede, o finge di crederci: altrimenti non avrebbe nulla da dire e non lo cagherebbe nessuno.
E che dire di certe -originali - verità rivelate urbi et orbi? La pace è meglio della guerra (ma va!!); (ma la lotta armata non è guerra: dunque è legittima). La rivoluzione (o l'insurrezione) è meglio del borghese adeguamento al sistema (di quel sistema che ti fa guadagnare 'e'ssuorde a furia di interviste, pubblicazioni, convegni e seminari). L'operaio ha sempre ragione, mentre il ricco, per definizione, ha sempre torto. E via farneticando.
Paisà, vabbuò che siamo in tempi di remake. Ma una cosa è Baglioni che reinterpreta Il nostro concerto; ben altra cosa è un criminale che dopo 40 anni ci ripropone, con lo stesso misero vocabolario, le giustificazioni dei crimini passati (tanto, 4 fessi che ci credono, li trova sempre pronti).