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Se dico che una mezza verità è una mezza falsità, dico una balla? Non so.
Se dico che la storia è (anche) una scienza, dico una sciocchezza? Penso di no! E se dico che la storia, come scienza, è il tram verso la verità, dico una fesseria? Penso di no! E, ancora, se dico che lo scienziato ha il dovere di liberarsi dal pregiudizio, commetto eresia? Penso di no! E se dico che lo scienziato prigioniero del pregiudizio non raggiungerà mai la verità, dico una sciocchezza? No! E se dico che lo storico ha tutto il diritto di contestare una intepretazione nuova, purché non superficiale, di fenomeni storici; ma, a tal fine, ha anche il dovere scientifico di contraddire sui contenuti, dico una balla? Penso di no!. E se dico che una scenziato il quale rifiuti aprioristicamente una data interpretazione, non è la verità che cerca, sibbene la mezza verità e, dunque, la menzogna; e se dico che questa non è scienza, ma misero pettegolezzo; e se dico che lo scienziato timoroso della Verità, non è vero scienziato, ma gendarme del falso; se dico tutto ciò, dico delle bestialità? Sono certa di no!.
...O il revisionismo della FIFA. (Che s'ha da fa pe' campà).
..."Sono profondamente sconcertato".
Con queste parole, il Presidente della Repubblica manifesta la sua indignazione per la vicenda del net-spionaggio fiscale.
Da notare che non si tratta di un semplice sconcerto: l'avverbio, energicamente eruttato dal Colle, rafforza l'idea di una sensazione di disdicevole disgusto che, legittimamente, la presidenziale sensibilità del nostro Capo dello Stato deve aver avvertito.
Una simile - se non più stomachevole - sensazione, l'avvertirono molti Italiani quando, fino a non molto tempo fa, alcuni Compagni dell'attuale Presidente monitoravano, diciamo così, i fatti di casa nostra e li andavano a riferire in quel di Mosca (magari, dietro lauti compensi alla parrocchia di appartenenza).
Certo, se l'attuale Presidente avesse saputo, allora, di siffatti tradimenti, non si sarebbe trattenuto dall'esprimere il devastante rammarico di Italiano; né si sarebbe sottratto al proprio civico dovere di denunziarli politicamente e giudiziariamente.
Ma non lo sapeva.
Vabbuò uagliò, si chiama Angela. Ma mo' mi scoccio a carreggere.
Uagliò, a me 'sta faccenda dello spionaggio a Prodi mi fa ridere.
Spiare uno attraverso i dati contenuti nell'anagrafe tributaria è come spiare la (o, secondo i gusti, lo) spogliarellista. Perché lo sanno tutti che, in quel database, ci vanno a finire le informazioni che, riguardando uomini pubblici, vengono comunque pubblicate dai giornali: quanto guadagna ufficialmente e, quindi, quanto dichiara; oppure i contratti pubblici, gli immobili acquistati, le donazioni fatte, eccetera).
Ne desumo che gli autori di queste innocenti sbirciatine sono, con tutta probabilità, quegli impiegati del fisco che, durante le pause del loro massacrante lavoro, si mettono a curiosare nel database. La stessa curiosità per i cavolacci dei calciatori e delle veline.
Ma l'aspetto comico della vicenda è un altro.
Da quello che dicono i giornali e le agenzie, si è subito strillato allo scandalo e all'attentato (alla privacy)
Per Mastella è una pagina oscura della Repubblica (ma non mi dire!). Per Fassino, la colpa è di Berlusconi e Tremonti (i quali avrebbero dovuto vigilare su quelle migliaia di impiegati). Di Pietro vuole la commissione d'indagine. Fini vuole una punizione esemplare. Pecoraro non mi ricordo.
Ma la dichiarazione che più mi ha colpito è quella di una tizia che rischiava di diventare giudice della Corte Costituzionale (e non è detto che non ce la mandino). "...appare chiaro che azioni di questo tipo hanno solo meschini e inaccettabili fini politici". Parola di Anna Finocchiaro!
Non c'è dubbio che Annarè abbia inteso riferirsi ai curiosi di una certa tendenza politica. 'Nzomma, sebbene la Procura non abbia reso note le generalità dei curiosi, ella dà per scontato che gli autori di smili violazioni siano da individuarsi nella Banda Bassotti.
E allora mi chiedo:
1) E se, invece, ad accedere all'anagrafe tributaria fossero stati gli elettori di Prodi i quali magari volevano sapere qualcosa di più sul personaggio che si apprestavano a votare? Ci ha pensato Annarè a questa democratica esigenza? Oppure è estranea alla sua mentalità?
2) E' ancora il caso di pensare a lei come giudice della Consulta (mi riferisco alla colpa d'autore che Annarè non vuole togliersi dalla testa e che in più occasioni non ha avuto la delicatezza di mascherare)? O non è, invece, il caso di lasciarla in Parlamento, dove fa meno danni?
Statte 'bbuona, Annarè.
Uagliò, lo vogliamo ricordare Bruno Lauzi? Vabbuò. E allora salutiamolo in questo suo viaggio al piano superiore.
Col vostro permesso, Zia Concetta saluta l'uomo, la sua simpatia e, da ultimo, il suo coraggio. Saluta l'autore e la sua Scuola. Saluta il cantante di se stesso (uagliò, "cantautore" non mi piace più). Saluta anche il grande interprete.
Statte 'bbuono, Brunè, che tanto....ritornerai....a spiegarci come ......l'aquila può diventare aquilone.
1 - La finanziaria, se è seria, deve scontentare tutti (R. Prodi)
2 - Una finanziaria seria è una porcata (F. Mussi).
3 - La serietà della finanziaria si misura dai calci in cuneo che è capace di dare (R. Prodi by ZC).
4 - Chi paga le tasse e tace, campa cent'anni in pace (V. Visco).
5 - Datemi cinque anni e vincerò l'evasione (V. Vsco).
6 - Datemi un chilo di tritolo e vi darò la giustizia sociale (O. Diliberto).
7 - Ammesso che ne abbia le palle (ZC).
Che mondo! Rosalia rifila due castagne ad Ambrogio, e per giunta a casa di Ambrogio, e che succede? Succede che qualcuno dà del "mafiosi" a tutti gli italiani.
Aznar ha restituito la penna alla giornalista, infilandogliela nella scollatura (per il che, apriti cielo...),
Il gesto si presta a diverse interpretazioni:
1) E' una bischerata.
2) La giornalista aveva le mani occupate e il suo abito non aveva tasche (e magari Aznar aveva fretta).
3) Il gesto restitutorio ha connotazioni (e/o motivazioni) psico(pato)logiche.
4) L'ipotesi n. 4 non mi viene, ma sono sicura che c'è.
Uagliò, tutto quello che volete, ma....anima 'ra Maronna, non dite che è un attentato alla democrazia.
Paisà, giusto perché si sappia. In Italia non c'é solo Saviano. Ce ne sono tanti, magari un po' più silenziosi.
Il professore Andreacchio gestisce un sito su cui pubblica le vicende di un piccolo centro calabrese (Badolato) cercando di coinvolgere - a quanto pare con successo - la cittadinanza.
Capita talvolta che il nostro professore non si fermi dinnanzi all'imbarazzo di dire pane al pane. Capita così che, di tanto in tanto, a qualcuno prenda il prurito di fare dei falò.
Per quello che può valre, al professore va la solidarietà di Zia Concetta.