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Dandogli del tu.
L'aforisma è uno strumento per far dire a uno ciò che non ha mai detto, ma che ben avrebbe potuto dire (VOLTAIRE, su suggerimento di ZIA CONCETTA)
Ove non vi sono i Mecenati, è impossibile trovare i Virgilii (ANONIMO)
Ove non vi sono i Virgilii, è impossibile trovare i Mecenati (S.R.GUGGENHEIM)
Sui monti di pietra può nascere un fiore (G. MORANDI)
Ciascuno ha il proprio mentore. Il mio è Google (V. MARINI)
La ricerca di - Men Thor - non ha prodotto risultati. Forse cercavi mentore (GOOGLE)
Verba manent, purtroppo (L. MOGGI)
Er cucchiaio è una cosa che fa godere i ...Sensi (F. TOTTI)
Se qualcuno avesse dei dubbi sulla libertà di pensiero e di espressione che oggi è garantita in Italia, basta che consideri il fenomeno del rapper Fabri Fibra per rendersi conto che il nostro paese è il più libero del mondo.
Fabri è l'esempio vivente di quelle libertà. Ed è un fenomeno culturale più unico che raro (anche se ve ne sono di simili che gli fanno una pietosa concorrenza). La Treccani ha già opzionato i diritti; il Ministro medita di rendere obbligatorio nelle scuole l'insegnamento dei testi delle sue canzoni; i Lincei gli proporranno un posto di accademico honoris causa; Tony Negri gli ha fatto i complimenti e gli ha promesso di menzionarlo nella edizione de "L'Impero 2: la vendetta".
La pagina culturale di "Repubblica" gli ha dedicato lo spazio che meritava: nella sua produzione artistica e spirituale, i critici della grande testata ci hanno trovato di tutto: idealismo kantiano, tardo impressionismo; post-situazionismo; travaglio interiore, conflitto generazionale e sociale, eccetera.
Fabri è uno che dice tutto, pane al pane, vino al vino, erba all'erba. Lui non tace. dice. Lui non canta: urla. Lui non usa la terminologia convenzionale e bigotta: lui è un secolo più avanti. Nella sua ultima compilation, secondo uno studio condotto su 12 brani, è possibile trovare: 12 "cazzi", 5 "fighe", 3 "culi", 18 "vaffanculo", 52 "cazzate"; e poi, 9 "troie", 3 "zoccole", 3 "prositute", 7 "mignotte", 2 "puttana"; e poi ancora è possibile trovare in abbondanza, coca, roba, spinello, Marianna, cartine, canne eccetera; e poi infine, gay, froci, culattoni, recchioni.
I temi caldi del momento vengono sviscerati dal Fibra a ritmo di rap: il lavoro precario, il disagio sociale; la comunicazione e i reality show; la pace e la guerra nel mondo (in una parte del mondo); l'elogio del kamikaze; la pedofilia, l'immigrazione eccetera. Immancabile il riferimento a "Carletto Giuliani" (sì, insomma, quello dell'estintore) e veramente deliziosa l'ode alle gesta di Erika e Omar.
Grande Fibra! Onore a questo grande figlio della cultura italiana.
E così, domani sera Livorno processerà un altro suo figlio, Pietro Mascagni. Uno spettacolo teatrale simulerà una specie di processo al grande compositore e il giudice supremo, il pubblico livornese, sentenzierà se assolverlo o meno dalla terribile accusa.
L'accusa, appunto! Quella di aver aderito al partito fascista. Ci sarà quindi un accusatore, un capo di imputazione e un difensore. E poi ci sarà il verdetto.
Zia Concetta, nella sua immodestia, sa già come andrà a finire. Mascagni sarà assolto per non aver commesso il fatto. La difesa dimostrerà infatti che il musicistà entrò nell'immondo partito fascista non già per una radicata convinzione, ma in base a una riserva mentale. Sì, proprio così.
Già il Corsera di oggi, che ne ha dato notizia (purtroppo non è online, o quanto meno non ce l'ho trovata), ha subito tenuto a puntualizzare che il compositore tutto era tranne che fascista (ahahhahahaaha...), omettendo invece di rimarcare (ma forse il giornalista non ci arrivava) che, di fronte alla grandezza del personaggio, delle sue opere e della sua fama mondiale, la questione se egli fosse o meno fascista è solo una quisquilia da bar dello sport.
Sono veramente commossa dalla volontà di integrazione manifestata da questo signore. Oppure da questo padre.
Con queste parole, l'amico Camelot mi fa notare la mia momentanea net-assenza: "Ma Zia, hai deciso di lasciarci senza post? Capisco che ci siano le ferie, ma il portatile l'hanno inventato apposta...io così sto scrivendo...ti si attende ;)".
La nostra vita è ormai in preda al silicio (oltre che al silicone): è costantemente scandita dalla nostra interazione con i chip contenuti negli orologi, nelle agende elettroniche, nei telefonini, negli ipod, nei palmari, nei pc e in tutte quelle diavolerie dell'era port-moderna. I vantaggi sono evidenti. Ma gli aspetti negativi lo sono anxcor più. Per esempio, la dimensione tempo assume una diversa connotazione; per esempio, si tende a sostituire il cartaceo con il digitale; i giornali si leggono online; persino le foto ormai non si stampano più su carta. Ecetera eccetera eccetera.
Bene, premesso questo, Zia Concetta, di tanto in tanto si distacca dal tecnologico e dai ritmi connessi; e ritorna per un attimo ai ritmi "normali" di vita. Niente orologi, niente cellulari, niente arnesi hi-tech. Insomma, una boccata di ossigeno.
E questo è il periodo migliore per farlo.
Certo, un post ogni tanto lo faccio, anche per tranquillizzare e salutare gli amici come Camelot.
Buone vacanze a te e a tutti.
Che cosa ha commesso? Un vilipendio: alla lingua; alla storia; all'arte; alla cultura; alla logica; all'estetica e a un quintale di altre cose.
La prova? Eccola:
"Era tanto che volevo
Col mio canto dire a te
Grazie a un vecchio pensiero
Grazie al mio paese che
Quest'Italia che respira
Sempre bella e c'è un perché
Questa gente le vuol bene
Questa gente è come me
Poi mi prende l'emozione
Per Firenze che sta là
Per Venezia che si muove
E l'eterna Roma è qua
Italia, Italia
Di terra bella e uguale non ce n'è
Italia, Italia
Questa canzone io la canto a te
Un giardino dentro al mare
Contadina come me
Ride e canta e ballerina
Forse il sole è nato qui
Quest'Italia che profuma
Di oleandri e di perché
Anche quando si è un po' stanchi
Non ci si arrende per un se
Italia, Italia
Di terra bella e uguale non ce n'è
Italia, Italia
Questa canzone io la canto a te
Non ci si arrende per un se
Italia, Italia
Di terra bella e uguale non ce n'è
Italia, Italia
Questa canzone io la canto a te"
L'aforisma è uno strumento per far dire a uno ciò che non ha mai detto (VOLTAIRE)
Se vôi l 'ammirazzione de l' amichi nun faje capì mai quelo che dichi (TRILUSSA, ma anche G. SARTORI, L. LIPPERINI, A. PARIETTI, A. CELENTANO, A. LOIERO e altri minori).
(Non solo Sharon Stone, ma anche) Il voto di fiducia è molto sexy (PRODI)
Nessun cattivo è più cattivo di un buono quando diventa cattivo (BUD SPENCER)
Una rosa di sera non diventa mai nera (GIGLIOLA CINQUETTI)
Una rosa blu è una risorsa in più (M. ZARRILLO)
Incontratemi di giorno: vi sorriderò. Incontratemi di notte: vi terrorizzerò (IGNAZIO LARUSSA)
NB: Si accetta la segnalazione di altre perle inedite.
Senza parole (della serie...quando uno mette radici in un posto, è difficile che si ambienti in un altro posto).