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Per chi non lo sapesse, i pedofili avevano una immagine pulita. Purtroppo, "...l'immagine dei pedofili é stata infangata...".
I' che bella cosa! Sul codice "Da Vinci" si sta scrivendo di tutto e di più. Ognuno vuol dire la sua. Commentatori, critici, giornalisti, teologi della domenica, opinionisti improvvisati, tuttologi onnipresenti. Tutti. Persino l'inserviente, che mi assiste duratne la mia solita lampada del venerdi, pontifica sul concetto del "bacio in bocca" e sul suo mutevole significato sociale nel corso dei millenni.
Non poteva, quindi, Zia Concetta, non esternare anche la sua opinione. Con l'avvertenza che, non avendo ella le basi per poter dottamente argomentare sul libro e sul film, si limiterà ad analizzare un profilo che sembra essere sfuggito agli scribacchini e ai ciarlatani di professione che si sono occupati del "fenomeno".
A Dan Brown non gliene fotte un piffero della fondatezza o meno delle proprie congetture e del - futile - dibattito che ne é seguito.
In tutta la vicenda, Zia Concetta scorge i seguenti elementi: Parigi, il Louvre, Caravaggio, Leonardo, il Cenacolo, la Gioconda, Vitruvio; il fascino della leggenda necessariamente incastonata in una storia bimillenaria; un pozzo di altre cose. Insomma, e in sintesi, tutto il portato della storia, dell'arte e della cultura europea.
In altri termini, ci sono tutti gli ingredienti che fanno da sfondo al monumentale complesso di inferiorità yankee rispetto al retaggio del vecchio continente. Tutte cosette che gli americani pagherebbero un oceano di dddollari per averle potute possedere, ma che - purtroppo - possono solo limitarsi a imparare, studiare, osservare, ammirare e invidiare.
Il codice ...Dan Brown rappresenta l'ennesimo tentativo della "cultura" americana di impossessarsi di quel retaggio, di cui si sente orrendamente monca. Di lasciare l'impronta a stelleestrisce su quel ...background. Di appropriarsi - indebitamente - di quella storia e di quella cultura. E di farlo con il solito stravagante ma infallibile stratagemma per cui quanto più grande é la minchiata, tanto maggiore sarà il clamore e la propaganda. E il giro d'affari.
Ma questo é soltanto l'aspetto secondario - ed eventuale - della performace letteraria e cinematografica. Il primo é ovviamente il business. Che é poi la materia in cui essi sono insuperabili maestri.
.Accoppiando la trovata originale con una forsennata propaganda, gli americani riescono a spacciare modesti scribacchini (alla Grisham) per campioni della letteratura moderna; oppure mediocri imbrattatori (alla Pollock o alla Warhol) per geniali artisti. Essi americani sono abilissimi nel trasformare in dddollari sonanti tutto quanto, a cominciare dalle grandi tragedie dell'umanità. L'olocausto, la guerra mondiale, il Vietnam, anche a distanza di decenni, sono ancora lì a cagare verdoni.
Il "codice" é, in realtà, una grande trovata commerciale
Ecco perché a Dan Brown, all'editore, al produttore ai distributori, non gliene importa una mazza delle discussioni, delle speculazioni, dei dibattiti, delle tavole rotonde in cui si discute del "codice". Essi se la ridono di gusto osservando tutti quei professori, studiosi scienziati cardinali e quant'altro, tutti impegnati nel far valere ciascuno la propria dottrina, mentre dall'altra parte dell'oceano si godono il verde risultato di tutto questo inutile fragore.
Tra due mesi nessuno parlerà più del "codice", che sarà diventato, nel frattempo, commercialmente obsoleto. E si penserà a un'altra trovata originale, a un altro best seller, a un altra pellicola. Oppure, se non verrà un altro Dan Brown, si finirà per ripiegare su una delle classiche fonti di ispirazione. Magari sull'olocausto che, male che vada, qualche centinaio di milioncini li procura sempre.
Beckenbauer, chesto bravo guaglione, ipotizza (o si augura) che la nazionale italiana di calcio, ai prossimi mondiali, pagherà in campo lo scotto dello scandalo che ha coinvolto una parte del futtibollo nostrano. La dichiarazione, che in altri momenti sarebbe passata inosservata, si rivela invece come una vera e propria ...dichiarazione del Kaiser (in tutti i sensi), inserendosi in un contesto in cui la stampa tedesca non ha mancato di ricorrere alla solita imbecille equazione Italia = Mafia. Achtung!! La storia si ripete. E Zia Concetta (così come tutte le Zie Concette d'Italia) potrebbe limitarsi a ricordare che gli italiani guardano "... con sovrano disprezzo certe dottrine d'oltralpe di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto".
Ma Zia Concetta ritiene sproporzionato scomodare Cesare, Augusto, Virgilio e Mussolini per commentare la germanica minchiata in questione.Così come ritiene fin troppo ovvio ricordare che un popolo il quale, fino all'altro ieri, arrostiva milioni di individui, non può dare lezioni di etica a chicchessia. E che il debito che un siffatto popolo ha con la storia e con l'umanità, gli imporrebbe di tacere per i prossimi dieci secoli nei quali, comunque, l'opera di altri 1000 Kant, Feuerbach, Heidegger, Schelling, Beethoven, Bach, Shumann, non sarebbe sufficiente a cancellare quella macchia. Zia Concetta lo capisce: le batoste calcistiche che
Uh che bello uagliòne! L'Italia ringrazia a mammà per averci regalato un cotanto figlio. Alfonsì, quante si bello!. E quante si bbravo. Si, proprio tu! L'alfiere ringhioso dell'aria pulita, la gladiatoria sentinella dell'italico ambiente. Che ce ne fotte a noi se la Cina fa la diga, se l'Indonesia fa il grattacielo, se il Giappone fa il supertreno? Qua siamo in Italia. Non abbiamo bisogno di velocità ...tutto può attendere. Non c'é bisogno del cosiddetto progresso (e che é 'sta cosa?). Stiamo bene così. Il ponte? Lasciamolo ai dentisti (e agli impiegati pubblici). La TAV? Lasciamola ai francesi e agli altri. Il nucleare? Chist'é 'o paese d'ossòle.
Alfonsì, ma chi sono poi questi forestieri? Francesi, giapponesi, cinesi, danesi. IATEVENNE!! Noi non abbiamo bisogno dei vostri esempi. Certo, con qualche eccezzzione spagnola, olandese....
Alfonsì, bell'e' mammà, i' te vulisse vasà.
La mia solidarietà a questa gentile signora la quale é stata oggetto di questa terribile e inqualificabile aggressione. Che tempi! In questo paese di stolti non si può più neanche fare dei giochini innocenti come tirare la sasso e nascondere la mano.
Nella migliore tradizione della RAI, la figura di Boccioni é stata ridotta a banale pretesto per un ennesimo (diciamo così) film strappalacrime e piagnone.
Che cosa significa, signor Presidente, che "...ci si può ...ormai ormai ritrovare, superando vecchie laceranti divisioni, nel riconoscimento del significato e del decisivo apporto della Resistenza, pur senza ignorare zone d'ombra, eccessi e aberrazioni."? Non mi dite che avete letto la mia lettera!
Caro Presidente, Benvenuto. Zia Concetta vi augura buon lavoro. Ormai siete il presedente di tutti gli italiani: : di Totti e di Gattuso, di Ambrogio Brambilla e di Ciro Esposito, di Biagi e di Feltri, di Pecoraro e di La Russa, di Gaspare e di Zuzurro. DI tutti.
Non fate caso alle chiacchiere su alcune vostre dichiarazioni dfi 50 anni fa; sì, quelle sull'Ungheria. E' roba vecchia. Scurdammoce o' passato. Del resto anche il compagno Palmiro ebbe a fare dichiarazioni tipiche di un traditore, ma nessuno si sognò di licenziarlo da italiano.
E adesso, Presidente, fate il vostro lavoro. Possibilmente, nelle ricorrenze ufficiali, evitate di parlare leggendo i pizzini. Parlate a braccio - voi ne siete capace - e sarete credibile. Le vostre parole saranno percepite come provenienti dal cuore. E così andranno al cuore degli italiani. Lasciate stare la retorica e la magniloquenza: gli italiani non sono più così fessi.
A proposito di italiani. Ricordate loro che non serve a nulla brandire la Costituzione e appellarsi ad essa a seconda della convenienza: la Costituzione bisogna leggerla, capirla e attuarla. Ricordate agli italiani che la Costituzione non menziona una sola volta la parola "Resistenza" e spiegate loro che ciò non é dovuto a una distrazione dei Padri, ma al fatto che la resistenza fu sì, pagina gloriosa, ma di pochi; spiegate loro che inventare l'epopea della resistenza, annacquandone la portata storica, non fa onore ai veri "resistenti", come del resto avete ben appreso dai compagni Valiani e Secchia. Ricordate agli italiani che essi hanno ben altri retaggi (questi sì, autentici) di cui andare orgogliosi.
Sempre a proposito di Costituzione, spiegate ai nostri connazionali che la Carta garantisce ben 23 "diritti" fondamentali, rispetto a soli 5 (un po' pochi) "doveri". Spiegate loro che questa fu una svista dei Padri spiegabile (ma non giustificabile) col particolare momento storico e che, pertanto, allorquando si reclama un diritto, non si deve scordare il (corrispondente) dovere. Come accadeva ai tempi di Cesare. Dite loro di usre con parsimonia termini quali libertà, uguaglianza, democrazia: sono concetti preziosi e importanti, di cui non abusare e di cui non parlare a vanvera.
Precisate agli italiani che le leggi non sono di Tizio o di Caio, che non esistono leggi salvapreviti o decreti salvabanche, che invece, promandando da un parlamento liberamente eletto, sono espressione della volontà del popolo sovrano. Che la firma del Capo dello Stato, ad ogni legge, impone di portare ad essa rispetto e ossequio.
Dite ai giudici di fare i giudici, che a fare le leggi ci pensa il Parlamento e a scrivere la storia ci pensano gli individui e i popoli. Raccomandate loro di essere imparziali, giusti, puntuali, decorosi e decenti, come la funzione che svolgono.
Avrei altro da raccomandarvi, ma ora devo rpeparare la cena.
Un saluto affettuoso da Zia Concetta.
E brava stefaniuccia. Alla fine ci sei riuscita a mandare in galera il vecchio Previti. Vien'accà bell'e' mammà. Te vulisse vasà, vien'accà. Tu si che hai reso un servizio alla Patria o alla Nazione o al Paese o al come cacchio si chiama. Un bacio dalla tua Zia Concetta. Hai fatto bene a spifferare tutto: quelle mazzette sulla scrivania che passavano di mano davanti a tutti ( e in particolare davanti ai tuoi occhi); quel giudice che giocava al casino (sì, quello che ti ha anche querelato); tutti quei pettegolezzi da quattro (quattro??) soldi di cui ora non mi ricordo. Tu sì che meriti di diventare la ...madre della patria (e del resto non é giusto che la patria abbia solo dei padri). A'ro stai Stefaniuccia. E che fine hanno fatto le panche da 200 milioni? Giochi ancora con la pseudo filosofia? Da che parte sei andata a parare? Dov'é la contessa? Dov'é l'esperta di anticaglie? A' ro cazz stai, Stefaniuccia? Chi o'ssape se il ...Paese ha ancora bisogno di te e dei tuoi servigi! Nunn'ossaccio....
Finalmente! Suong'arrivata. Nu vasille a tutti.
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